Il fenomeno del riciclaggio transnazionale di capitali rappresenta una delle sfide più complesse per i moderni sistemi di giustizia penale. Nell'era della globalizzazione finanziaria e della digitalizzazione dei flussi di pagamento, le condotte volte ad impedire la riferibilità di asset ad una provenienza illecita superano sistematicamente i confini nazionali, sfruttando le asimmetrie normative tra i diversi Stati. Analizziamo rapidamente la struttura del riciclaggio internazionale, esaminando i profili di diritto comparato nel contesto europeo, con un accenno alla delicata questione della doppia o plurima incriminazione e cerchiamo di fornire indicazioni pratiche per la strutturazione della strategia difensiva.
L'Inquadramento Giuridico del Riciclaggio Internazionale
Nell'ordinamento italiano, il delitto di riciclaggio è disciplinato principalmente dall'art. 648-bis c.p., che punisce chiunque - fuori dai casi di concorso nel reato - sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa.
Il carattere "internazionale" si configura quando la condotta di reato presupposto (ad esempio, un'evasione fiscale, una frode societaria o reati di criminalità organizzata) si consuma in uno Stato, mentre le attività di stratificazione e integrazione dei proventi illeciti avvengono in una o più giurisdizioni estere.
La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che, ai fini della configurabilità del reato in Italia, non è necessario che il reato presupposto sia stato commesso nel territorio dello Stato, né che sia punibile secondo la legge del luogo in cui è stato perpetrato, purché esso sia qualificato come reato dall'ordinamento italiano, in virtù del principio di universalità parziale della tutela penale contro il riciclaggio.
Profili di Diritto Comparato Europeo
A livello Comunitario, l'armonizzazione della fattispecie è stata fortemente impressa dalle Direttive Antiriciclaggio (in particolare la Direttiva UE 2018/1673 sulla lotta al riciclaggio mediante il diritto penale). Nonostante lo sforzo di standardizzazione, permangono sensibili divergenze strutturali tra i codici penali europei:
Germania (§ 261 StGB)
Il codice penale tedesco (Strafgesetzbuch) ha recentemente riformato il reato di riciclaggio (Geldwäsche) attraverso l'adozione del cosiddetto modello "all-crimes". A differenza del passato, oggi qualsiasi delitto (Verbrechen o Vergehen) può costituire un idoneo reato presupposto. La norma tedesca punisce severamente non solo l'occultamento e il trasferimento, ma anche l'acquisizione e l'utilizzo di beni di provenienza illecita, ponendo un forte accento sulla punibilità delle condotte colpose o per colpa grave del professionista.
Francia (Art. 324-1 C.P.)
Il Code Pénal francese definisce il blanchiment come l'atto di facilitare, con qualsiasi mezzo, la giustificazione mendace dell'origine di beni o redditi dell'autore di un crimine o di un delitto, nonché il concorso in operazioni di collocamento, dissimulazione o conversione dei proventi. L'ordinamento francese prevede una presunzione legale relativa all'origine illecita dei beni qualora le condizioni materiali o finanziarie dell'operazione di riciclaggio non possano avere altra giustificazione che la dissimulazione di un profitto illecito.
Spagna (Art. 301 C.P.)
Il Código Penal spagnolo incrimina espressamente il riciclaggio di capitali (blanqueo de capitales) sanzionando l'acquisizione, il possesso, l'utilizzo, la conversione o il trasferimento di beni, sapendo che gli stessi provengono da un'attività criminosa. La legislazione spagnola si caratterizza per l'esplicita estensione della punibilità all'autoriciclaggio e per la previsione di sanzioni severe anche per la commissione imprudente (blanqueo imprudente).
Il Rischio di Doppia o Plurima Incriminazione
La natura transnazionale delle transazioni comporta il concreto rischio che il medesimo soggetto o la medesima condotta materiale siano sottoposti contemporaneamente alla potestà punitiva di più Stati (cosiddetto conflitto positivo di giurisdizione), determinando l'avvio di plurimi procedimenti penali paralleli.
Il Principio del Ne Bis in Idem Internazionale: Sebbene l'art. 50 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (CDFUE) e l'art. 54 della Convenzione di Applicazione dell'Accordo di Schengen (CAAS) sanciscano il divieto di essere giudicati o puniti due volte per lo stesso reato, l'operatività di tale sbarramento presuppone una sentenza definitiva (res iudicata) emessa da uno Stato membro. Nella fase delle indagini preliminari o del processo pendente, la litispendenza internazionale non impedisce la coesistenza di più azioni penali.
Casi tipici di plurima incriminazione:
- Criterio della Territorialità Dissociata: Lo Stato A procede per il reato presupposto commesso nel proprio territorio, e attrae nella propria giurisdizione anche le condotte estere di reimpiego.
Simultaneamente, lo Stato B procede per il reato di riciclaggio sul presupposto che i capitali siano confluiti in istituti di credito siti nel proprio territorio.
- Fattispecie autonome concorrenti: Una condotta di trasferimento fondi può integrare il reato di riciclaggio nello Stato di destinazione e, contestualmente, un reato societario, fiscale o di violazione delle norme valutarie nello Stato di provenienza.
- Criterio della Nazionalità: L'estensione della legge penale nazionale basata sulla cittadinanza dell'indagato (art. 9 c.p. italiano) può sovrapporsi alla giurisdizione territoriale dello Stato estero in cui la condotta materiale è stata posta in essere.
Guida Pratica per la Difesa: La Raccolta Documentale
Nelle prime fasi di un procedimento per riciclaggio internazionale, la tempestività e la precisione nella ricostruzione della tracciabilità finanziaria rappresentano il fulcro della strategia difensiva.
L'obiettivo primario è scindere il nesso di derivazione tra l'utilità economica e il reato presupposto, dimostrando la liceità della provvista o la buona fede dell'operatore.
Si riporta di seguito la tassonomia della documentazione essenziale che l'assistito deve raccogliere in stretta sinergia con lo studio legale:
Checklist Documentale per la Strategia Difensiva
- Documentazione sull'Origine della Provvista (Liceità dei Capitali):
- Estratti conto integrali storici (orizzonte temporale ampio) degli istituti bancari di provenienza e destinazione.
- Atti notarili, contratti di compravendita immobiliare, accordi di cessione quote societarie o contratti di finanziamento fruttifero/infruttifero che giustifichino la genesi della liquidità.
- Dichiarazioni di successione, atti di donazione o provvedimenti giudiziari di liquidazione patrimoniale.
- Documentazione Fiscale e Contabile:
- Modelli dichiarativi ufficiali (es. Modello Redditi Persone Fisiche/Società, quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività all'estero).
- Bilanci d'esercizio regolarmente depositati, relazioni dei revisori e registri contabili che attestino la regolare contabilizzazione delle somme.
- Attestazioni di avvenuto pagamento delle imposte e sanzioni, ovvero istanze di regolarizzazione fiscale (es. voluntary disclosure o scudi fiscali).
- Tracciabilità delle Transazioni Internazionali:
- Distinte di bonifico Swift/SEPA recanti i codici identificativi (TRN, UETR) e le causali dettagliate delle operazioni.
- Lettere di vettura internazionale (CMR), bolle doganali o messaggi doganali di importazione/esportazione qualora i flussi finanziari siano collegati a transazioni commerciali di merci (Trade-Based Money Laundering).
- Documentazione a Supporto della Buona Fede (Elemento Soggettivo):
- Corrispondenza commerciale, email, messaggistica e verbali di riunione che dimostrino le trattative commerciali e le ragioni economiche sottese all'operazione (business rationale).
- Pareri legali o fiscali (pro veritate) preventivi richiesti a professionisti del settore prima dell'esecuzione dell'operazione, volti a dimostrare l'assenza di dolo o la sussistenza di un errore scusabile sulla liceità della condotta.
- Documentazione di Due Diligence antiriciclaggio (KYC - Know Your Customer) eventualmente espletata dal cliente o sull'interlocutore commerciale.
In conclusione, la difesa tecnica in materia di riciclaggio internazionale richiede un approccio multidisciplinare che coniughi la conoscenza del diritto penale sostanziale con l'analisi documentale contabile e l'attivazione degli strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale, al fine di neutralizzare tempestivamente le ipotesi di plurima incriminazione ed evidenziare la trasparenza delle operazioni contestate.
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