L'avvocato Zerrillo ha ottenuto una significativa sentenza di assoluzione per un assistito accusato del reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) in relazione al mancato saldo del prezzo di un’autovettura.
Il caso: tra inadempimento contrattuale e rilievo penale
La vicenda traeva origine da una compravendita di un veicolo per la somma di € X. L'acquirente aveva versato un acconto di € Y al venditore. Successivamente, dopo una sosta tecnica presso un meccanico per alcune riparazioni, l’acquirente entrava nel possesso definitivo del mezzo, ritirandolo dal meccanico, omettendo però di versare il saldo pattuito e rendendosi irreperibile alle richieste del venditore.
Quest'ultimo decideva di sporgere querela, ritenendo che il comportamento dell'acquirente integrasse l'appropriazione indebita del veicolo, rimasto - a suo dire . di proprietà del venditore (suo) fino al saldo totale.
La strategia difensiva: la proprietà si trasferisce con il consenso
In sede di discussione, l'Avvocato Zerrillo ha contestato radicalmente la sussistenza del reato, spostando il baricentro della questione dal piano penale a quello puramente civilistico.
La tesi difensiva, accolta dal Tribunale di V., si è basata su un principio cardine del nostro ordinamento: il principio consensualistico dei contratti ad effetti reali.
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Natura del contratto: Per i beni mobili (anche se registrati come le auto), il contratto di compravendita si perfeziona con il semplice accordo tra le parti.
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Forma del contratto: L'Avv. Zerrillo ha evidenziato come la forma scritta per il passaggio di proprietà di un veicolo sia richiesta dalla legge solo con finalità dichiarativa (ovvero per l'aggiornamento dei pubblici registri e l'opponibilità ai terzi) e non costitutiva. Quindi non necessaria ai fini della validità del contratto.
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Conseguenza giuridica: Al momento della consegna del veicolo, Tizio ne era già diventato il legittimo proprietario in virtù dell'accordo raggiunto circa il prezzo complessivo per il passaggio della proprietà. Di conseguenza, non potendosi configurare l'appropriazione di una cosa "altrui" (essendo il bene già proprio), il reato di appropriazione indebita è giuridicamente insussistente.
La decisione del Tribunale
Il Tribunale ha pienamente recepito le argomentazioni dell'Avv. Zerrillo, chiarendo che il mancato pagamento del saldo rappresenta un mero inadempimento contrattuale.
Il venditore, pertanto, avrebbe dovuto tutelare le proprie ragioni in sede civile per ottenere il pagamento del credito residuo, ma non poteva invocare la tutela penale. L'imputato è stato quindi assolto perché il fatto non sussiste sotto il profilo del rilievo penale.
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